Nola: Tra Pomigliano e Tufino

Sicuramente molti di voi avranno visto la puntata di annozero del 26/02. Come avrete potuto notare il servizio d’apertura era sulla manifestazione degli operai di Pomigliano D’Arco.

Devo dire che le immagini mi hanno lasciato un’inquietudine dentro da far paura…

Dovete sapere che Nola, il paese in cui vivo, dista solo pochi km da Pomigliano e per tutti noi, giovani e meno giovani, è una delle zone più altamente industrializzate.

Essa rappresenta una “speranza”. I tempi sono duri, i negozi chiudono, i piccoli artigiani non riescono ad andare avanti… ma a pomigliano c’è “l’alfa sud”, lì vengono sfornati i bolidi (quelli veri, quelli Alfa) dei nostri sogni, lì si lavora ininterrottamente e si fanno un sacco di soldi.

Io studio Ingegneria Meccanica e tra un sogno e l’altro come alternativa più reale ritrovo, spesso, Pomigliano!

Diciamo che da un certo punto di vista si può considerare un simbolo dell’industria Campana ( anche in senso negativo ovviamente!).

Ma ora quella realtà che si credeva inamovibile si sta rivelando fragile e, anch’essa, esposta alle leggi del mercato.

Leggi che NESSUNO regolamenta e che, quindi, permettono agli imprenditori italiani di costruire i propri prodotti SOTTOPAGANDO la manodopera all’estero e licenziando i PROPRI dipendenti!

Credo che questa cosa non sia corretta nei confronti di tante persone che per anni si sono svegliate alle 4 del mattino ( mio padre compreso, anche se non lavorava direttamente per la FIAT) e ora si ritrovano, di punto in bianco, senza un lavoro e con delle famiglie da mantenere.

Penso anche che una possibile soluzione sia quella di “obbligare” i suddetti imprenditori a mantenere le proprie fabbriche ITALIANE aperte e, semmai, a chiudere quelle estere a cui penseranno imprenditori esteri magari.. In caso contrario niente incentivi!

In tempo di crisi ci dovremmo unire e non pensare sempre e solo al profitto economico!

Senza contare che questa crisi dovrebbe farci capire che la merce che questi signori propongono si basa su una tecnologia di poco meno vecchia della seconda rivoluzione industriale! Bisogna passare oltre, convertire questo sistema ingordo di risorse ( vedi il petrolio) e assassino dell’ambiente!

Questo è il servizio di cui vi ho parlato:

 

 


Tutti gli altri estratti della puntata potrete trovarli sul sito

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Un’altra realtà che “non conosce mai crisi” è quella di Tufino, immediatamente confinante con Nola.

L’attività senza crisi è quella che riguarda lo smaltimento dei rifiuti.

Paenzano 1 e 2 sono due discariche in cui in questi anni è stata scaricata qualsiasi cosa. Ora appaiono come due tranquille isolette verdi:

ScreenHunter_01 Mar. 01 15.18.jpg

Si è riusciti a nascondere la vergogna che c’è lì sotto ma l’odore no, quello persiste ed è lo stesso che mi sembra di sentire quando vedo i politici campani!

E, a proposito di vergogne, vedete il numero 3?

Bene, quella è una cava di breccia. Una volta, la parte chiara era “poggiata” sulla parte alta della montagna. La ricordo chiaramente quando ero bambino che s’intravedeva attraverso il verde.

Ora sono passati una quindicina d’anni e quella cava si è INGIGANTITA!

Prima s’intravedeva ora, guardandola dall’alto, si vede che è diventata più larga dell’altura stessa… Ma è normale una cosa del genere??

E’ normale che una collina venga completamente “divorata” dall’uomo?

Che conseguenze comporterà un’ azione di questo tipo?

Io ho provato ad informarmi anche giuridicamente ma il discorso mi è sembrato alquanto poco chiaro.

Spero solo che non sia adibita ad una sorta di Paenzano 3 come per Chiaiano perchè sarebbe solo l’ennesima vergogna per il nostro territorio!

 

Vi lascio con l’immancabile appuntamento con Marco Travaglio:


 




Nola: Tra Pomigliano e Tufinoultima modifica: 2009-03-01T15:39:52+01:00da brian8819
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