Ottimizzazione stufa a pellet (parte 1)

In questi giorni mi sono documentato sull’ ottimizzare il funzionamento della stufa (Clementi Infinity 24) visto che gli innumerevoli parametri erano quasi completamente quelli impostati di default.

infinity 24 rame.jpg

 

 

In questo primo post parleremo dei principi secondo i quali ho operato:

1) Innanzitutto cercare di abbassare i consumi di pellet ed elettricità;

2) Diminuire il tempo di accenzione in modo da limitare il transitorio (in cui il rendimento è basso) ;

3) Regolare la “carburazione” ovvero la miscela pellet – aria in modo da mantenere il rendimento di combustione sempre al massimo;

4) Diminuire gli “ON – OFF” della pompa di ricircolo;

5) Distribuire il calore più uniformemente in ogni ambiente.


In merito al primo punto mi sono concentrato su:

  • Riduzione tempo accensione candeletta;
  • Riduzione durata spegnimento (ventola fumi al massimo);
  • Abbassamento ventilazione fumi durante il funzionamento qualora questo non entrasse in conflitto col punto “3”;
  • Limitare il tempo di funzionamento a piena potenza a favore di quello in modulazione;

Già dopo le prime accenzioni il tempo per arrivare a piena potenza e quello per arrivare all’accenzione del ricircolatore (termosifoni) mi sembravano un pò alti. Era strano, soprattutto, che un combustibile così secco in un ambiente così ben ossigenato ci metta tanto tempo a rendere la fiamma stabile.

Durante il funzionamento la fiamma non arrivava mai ad occupare l’intero braciere e l’impressione era proprio quella che la brace si consumasse prima che il nuovo combustibile arrivasse. A questo punto i problemi potevano essere due: poco pellet o troppa aria…

Leggendo le molte testimonianze degli “addetti ai lavori” presenti sul web, ho capito che il miglior modo per aumentare la vita della pompa di ricircolo è ridurne gli on – off. Praticamente meno volte essa si accende e spegne e meglio è. Come per tutte le macchine, lavorare a regime per molte ore è meglio che lavorare a “scatti” per pochi minuti.

L’ultimo punto si basa sull’ottimizzare il vero scopo della stufa, ovvero il benessere di coloro che vivono negli ambienti riscaldati. La grande disponibilità di potenza, infatti, permetterebbe di alzare la temperatura enormemente nell’ambiente dove la stufa stessa si trova. Per non parlare dell’umidità relativa che scende fastidiosamente se non controllata…

Per quanto riguada i punti uno, due e quattro, mi sono armato di pazienza e cronometro e ho controllato la stufa in ogni sua fase. Ad ogni modifica seguiva una  verifica e quando ho smesso di modificare i parametri ho continuato a cronometrare per avere almeno un piccolo numero di campionamenti nelle stesse condizioni. Sui punti tre e cinque, invece, il miglior metodo è stata l’esperienza diretta: controllare la fiamma e verificare il benessere termoigrometrico non solo mio ma anche delle altre persone presenti in casa.


Questa è una panoramica per avere un’idea d’insieme di ciò che andremo a trattare nello specifico nei prossimi posts.

Vista la complessità dell’argomento, sarà necessario un pò di tempo per elabore un discorso organico che comprenda tutte le modifiche e le relative verifiche.

Quindi per adesso non posso che dire,

Stay Tuned…

 

 

Ottimizzazione stufa a pellet (parte 1)ultima modifica: 2011-02-05T15:42:00+01:00da brian8819
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